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Inter, Marotta: “Bisogna ripensare al format della serie A”

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L’amministratore delegato dell’InterBeppe Marotta, ha commentato a Sky Sport la decisione presa dalla Lega Calcio di rinviare le gare previste per questo weekend e in particolare Juventus-Inter a fine maggio per l’emergenza Coronavirus.

In premessa dico che come cittadino siamo in una situazione di emergenza che coinvolge lo stato italiano e dobbiamo avere rispetto per la salute dei cittadini. Dobbiamo confrontarci con questa emergenza nell’ottica di pianificare il campionato che già domenica scorsa ha subito dei rinvii. La decisione è stata repentina, ma io sono preoccupato. Se già dovesse essere confermato il decreto legge anche fino all’8 marzo, siamo in una situazione difficile. Io credo che se le limitazioni verranno mantenute, quanto fatto per questa giornata dovrà essere fatto anche per la prossima domenica. Ci dovrà essere un’assemblea. I temi sono tanti, delicati gli interessi sono tanti e dovranno essere difesi anche per salvaguardare la competitività del nostro campionato. Sottolineo ancora che la prima cosa è la tutela della salute di tutti. Poi nel momento in cui si parla di calcio si deve farlo nel migliore dei modi attuando un criterio univoco. Sono molto preoccupato perchè vedo all’orizzonte altre giornate da gestire alla luce di un calendario compresso di impegni. Giocare in Europa League a stadio vuoto è stata un’esperienza surreale. Ma siamo in una situazione di emergenza. La Lega settimana scorsa ha emanato un comunicato in cui si rendeva necessario il sacrificio di giocare a porte chiuse e non vedo altre alternative per il futuro.

Non voglio fare polemiche, la Lega ha deciso così e prendiamone atto, ma il criterio di questa domenica, che non tocca solo Juventus-Inter, decisione presa all’ultimo momento, si poteva evitare.  Siamo in un momento straordinario del paese, delicato, con problematiche di economia, di reputazione. Lo sport viene sicuramente dopo, ma la cosa poteva essere affrontata prima e si poteva evitare di arrivare a una decisione all’ultimo momento.

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Non voglio aprire una polemica su un tema che si dovrà dibattere. Il principio è quello di rispettare le tifoserie e la salute dei tifosi. Però si poteva gestire tutto meglio. Oggi siamo davanti a un calcio compresso di impegni. Ormai i calciatori sono sottoposti a una pressione stressante. Dobbiamo rivedere se la Serie A abbia senso continuare ad averla a 20 squadre. Io sono favorevole alla riduzione a 18. Questa situazione imprevedibile ci deve fare riflettere e si deve programmare la prossima stagione con un calendario che preveda dei turni infrasettimanali liberi per casi di questo tipo”

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