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I tre miracoli di Sartori: Chievo, Atalanta e ora Bologna

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Bologna
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Dietro l’impresa compiuta dal Bologna quest’anno non c’è solo la mano di Thiago Motta, ma anche quella del ds Giovanni Sartori.

Un direttore sportivo vecchio stampo che ai miracoli ci aveva già abituato con il Chievo e con l’attuale Atalanta, figlia del suo lavoro. Durante la sua trentennale carriera le apparizioni di Sartori davanti alle telecamere e ai microfoni si possono contare sulle dita di una mano. Eppure oggi è considerato il miglior direttore sportivo italiano, se non di Europa. Un direttore sportivo che non ha bisogno di telefoni, di whatsapp e algoritmi per svolgere il suo lavoro. Gli bastano due occhi, i suoi, per scoprire talenti nel Nord Europa e fare le fortune dei club per cui ha lavorato che sono appunto tre: Chievo, Atalanta e ora Bologna. Tutte queste squadre hanno cambiato la proprio storia durante il suo operato e toccato punti mai raggiunti prima.

L’impresa Bologna

L’uomo dei miracoli, l’ultimo lo ha compiuto portando il Bologna in Champions dopo oltre 60 anni. Le due stagioni targate Sartori in casa Bologna sono andate ben oltre le aspettative e gli obiettivi prefissati dalla società ad inizio stagione. 54 i punti conquistati dai rossoblù la stagione scorsa e una qualificazione in Champions arrivata quest’anno meritatamente. Tra i suoi fiori all’occhiello ci sono i colpi Zirkzee e Ferguson arrivati a Bologna per una decina di milioni e che oggi ne frutterebbero almeno 100. La sorpresissima Calafiori preso per 4 milioni dal Basilea e che adesso bisognerà resistere dalla corte spietata della Juventus pronta a mettere sul piatto 30 milioni. Ma la vera intuizione di Sartori a Bologna è quella di aver visto qualità in Thiago Motta prima di tutti.

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Il progetto Atalanta

La grande Atalanta che conosciamo oggi non esisterebbe se non fosse per le fondamenta messa da Sartori dal 2014 al 2022. Con la coppia Sartori – Gasperini, la Dea ottiene tre terzi posti consecutivi, gioca due finali di Coppa Italia e sfiora la semifinale di Champions nel 2020. Tante le plusvalenze portate a casa dai nerazzurri grazie ai colpi di Sartori. La lista è lunghissima: Gomez, Ilicic, da Kessie a Spinazzola, da Mancini a Zapata più i Kulusevski, Gosens, Malinovskij, Cristante, Gagliardini e Pessina. Alcune sue intuizioni come De Roon, Pasalic e Koopmeiners formano ancora l’ossatura della squadra campione d’Europa.

La storia del Chievo

La carriera di Sartori come uomo mercato inizia al Chievo nel 1992, quando il presidente Campedelli lo promuove da vice allenatore a direttore sportivo. La scalata dalla serie C alla Serie A raggiunta nel 2001 è inevitabile. La squadra di quartiere al suo primo anno in Serie A raggiunge il quinto posto con Del Neri in panchina e si qualifica in Coppa Uefa. Nel 2006 invece i gialloblù raggiungono addirittura i preliminari di Champions League e dietro le quinte c’è sempre Sartori che nel frattempo scova talenti come Amauri, Legrottaglie, Perrotta e Barzagli, tutti rivenduti poi alle big italiane.

(Foto: DepositPhotos)

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