I nostri Social

Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – Le vie del pallone sono infinite

Pubblicato

il

Juventus Tudor
Tempo di lettura: 3 minuti

La Juventus si aggiudica l’intera posta in palio nel combattutissimo Derby d’Italia casalingo contro l’Inter di Christian Chivu, concluso con un pirotecnico 4 a 3. Un incontro al cardiopalma, una sfida affrontata a viso aperto da entrambe le squadre, un match pieno di colpi di scena, sorpassi e contro sorpassi.
Per due volte in vantaggio, i padroni di casa hanno subito prima il pareggio e poi si sono visti superati dai nerazzurri. Non hanno, però, perso la testa, anzi hanno trovato la forza di riprendere la partita per poi piazzare il colpo da tre punti in pieno recupero.

Quelle che non sono mancate, di certo, allo Stadium sono le emozioni, offerte anche da chi, finora, non aveva mai assaggiato le luci della ribalta.  Le vie del pallone sono infinite.

L’uomo giusto al posto giusto

E’ il caso, ad esempio, di Lloyd Kelly. Un ragazzone inglese di 1,90, di mestiere difensore centrale.

Pubblicità

E’ sbarcato a Torino lo scorso inverno, nel mercato di riparazione. Non certo il primo nella lista degli acquisti, il suo arrivo nasce dall’impossibilità di arrivare ad altri giocatori. Ha sempre fatto il suo quando è stato chiamato in causa ma non ha mai dato l’impressione di essere una roccia. Eppure il piglio da gladiatore ce l’ha, e neanche i piedi sono cosi malvagi.

Quando capitan Locatelli lavora un buon pallone sulla trequarti e lo smista su un Bremer versione rifinitore e svelto a metterlo in mezzo all’area, lui risponde presente. E’ l’uomo giusto al posto giusto. E anche nel momento giusto: da una lucidata al suo sinistro e indirizza la sfera con precisione nell’angolino. Juventus in vantaggio e meritato momento di gloria per il guerriero britannico a riscatto di mesi di critiche feroci. Le vie del pallone sono infinite.

Tocco da fuoriclasse, mentalità da leader

Non che, per questo, la partita sia improvvisamente tutta in discesa. Tutt’altro: gli ospiti non sono venuti per accettare una resa senza condizioni e prendono il controllo del match, con un pressing asfissiante.

Pubblicità

I bianconeri sono costretti a stare in trincea, per fortuna a dirigere le operazioni in retroguardia c’è il sergente Gleison Bremer. Uno che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: guida i compagni a furia di urlacci e blocca qualsiasi avversario si trovi davanti.

Tutto questo non basta? Dopo il pareggio interista trova anche il tempo e il modo di lanciare Kenan Yildiz verso la porta interista. Il numero 10 turco ha il tocco di un fuoriclasse e la mentalità da leader, a dispetto dei vent’anni compiuti da poco. Già decisivo lo scorso anno a San Siro con una memorabile doppietta, concede il bis con un delizioso aggancio seguito da una staffilata dalla distanza che non lascia scampo.
Riporta i suoi in vantaggio in un momento difficile contro l’avversario più difficile. Come a dimostrare che può ribaltare l’esito di qualsiasi match quando e come vuole.  Le vie del pallone sono infinite.

Derby in famiglia

Ma questa è una partita che ha molteplici chiavi di lettura. E un sacco di storie da raccontare. In campo, da avversari, ci sono due fratelli. Il mestiere del più grande è quello di bucare la rete. Fa di nome Marcus Thuram ed è il centravanti dell’Inter.
L’altro, invece, di qualche anno più giovane, è uno dei perni del centrocampo bianconero e porta il nome di un faraone, Khéphren. Sono figli d’arte: in tribuna, con il cuore diviso a metà per i due pargoli, c’è papà Lilian, indimenticato terzino della Juventus anni 2000. E’ stato un campione del Mondo con la sua nazionale, su un campo di calcio davvero le ha viste tutte.
Ma neanche lui avrebbe potuto immaginare che tipo di show gli avesse riservato la sua prole. Dopo il nuovo pareggio nerazzurro è Marcus a completare la rimonta dei suoi, con un imperioso stacco di testa.
Ed è Khéphren a rimettere le cose a posto nello stesso modo, su assist di Yildiz. Il tutto in onore del babbo, sprizzante orgoglio da tutti i pori per l’imprevedibile omaggio da parte di entrambi. Le vie del pallone sono infinite.

Pubblicità

Da comparsa a protagonista

A questo punto, sul 3 a 3, può bastare? Ma neanche per sogno. Questa partita ha mille anime. E c’è ancora tempo e modo di puntare i riflettori su una comparsa con una gran voglia di recitare un ruolo da protagonista. La sua carta d’identità certifica che è del 2006: Vasilije Adžić ha un passato da grande promessa del calcio e un futuro pieno di radiose prospettive.
Ma è smanioso di guadagnarsi il presente, e il tecnico Tudor,  in allenamento, ha notato quanto sia educato il suo destro e come sia acuta la sua visione di gioco. Nasce trequartista, lo manda in campo come centrocampista centrale con licenza di liberare il suo tiro dalla distanza se si presenta l’occasione.
E il ragazzo proveniente dal Montenegro mica ci pensa due volte: controlla la sfera, se la sistema sul piede preferito, prende la mira e sgancia un siluro diretto all’incrocio dei pali.4 a 3 e triplice fischio di chiusura. Sembra una favola, è cronaca.
Un giocatore che, in un altro momento, sarebbe stato collocato in tribuna scende in campo e risolve una partita complicatissima contro l’avversario più irriducibile. Le vie del pallone sono infinite.

(Foto: Depositphotos)

Pubblicità

in evidenza