Avellino
ANCHE MENO – Le pagelle dell’Avellino
Padova – Avellino: 2-2
Un punto d’oro. Un punto strappato. Un punto importante. Siamo scesi in campo molli, scialbi e disordinati. A tratti in confusione, con reparti che comunicavano meno di due cognati alla vigilia di Natale. Il centrocampo leggero e poco propositivo. Andiamo sotto di due gol e pensi: “ciao, buonanotte”.
Poi ad un certo punto, quando hai già perso le speranze, scatta lo switch. Il neurone calcistico collettivo si accende e improvvisamente ci ricordiamo di essere l’Avellino.
Rialziamo la testa, mettiamo carattere, accorciamo il risultato e la riacciuffiamo. Nel secondo tempo entriamo con l’aria di chi ha deciso di non farsi prendere a pallonate. Cresciamo, costruiamo, prendiamo pure una traversa che grida ancora vendetta. La benzina cala, le gambe rallentano, ma i cambi ci tengono vivi e il pareggio ce lo portiamo a casa. Giusto così.
Partita intensa, tirata. Una di quelle che ti fa venire l’acidità allo stomaco, ma ti lascia pure soddisfatto.
“Ajajà aj Avellino, la senti la curva che canta per te, il Lupo è forte olè…”
Sì, l’abbiamo sentita. Pure dalla tv di casa sembrava di stare al Partenio.
Le Pagelle dell’Avellino
Iannarilli: 5
Io non capisco perchè Biancolino si ostina tanto a fare questi cambiamenti repentini in difesa. Iannarilli vive di abitudini. Senza Simic davanti a sbrogliare, sembra un turista senza Google Maps. Spaesato, nervoso, fuori tempo, sempre in ritardo. “No grazie, il caffè mi rende nervoso.”
Cancellotti: 5
Due partite ad alto livello di fila e il fisico inizia a chiedere il tagliando. Posizionamenti rivedibili, marcature allegre, qualche rischio di troppo. È il classico difensore che deve dosarsi, se gioca sempre, perde lucidità.
Enrici: 5
Patrick da solo non regge la baracca. Ho la sensazione che abbia bisogno di un veterano al fianco, qualcuno che gli detti i tempi, copra le spalle quando parte palla al piede e, soprattutto, lo liberi dalla responsabilità di comandare la difesa. Stasera tante sbavature, tanti errori di posizione. Troppi per passare inosservati.
Fontanarosa: 6
Il ragazzo non ha paura di niente, e questo è bene e male allo stesso tempo. Alterna buone uscite palla al piede a momenti “aiuto, che sta facendo?”. Però il carattere c’è, il coraggio pure. Io un dollaro ce lo punto sulla crescita di sto ragazzo.
Missori: 6,5
La manovra passa dai suoi piedi, e lui spinge come un forsennato. Ha un unico difetto. Il secondo tempo subisce un vistoso calo atletico. Per fare il quinto di centrocampo serve la gamba di un atleta olimpico. L’Hanno riaperto il campo C.O.N.I.?
Milani: 5
Fisico e personalità ancora in costruzione. Ogni tanto intravedi il potenziale, ma subito dopo sparisce. È un cantiere aperto: ponteggi, cemento fresco e tanto lavoro da fare. Pazienza. Ommmmmmmmm…
Palmiero: 6
Il faro del centrocampo, almeno finché dura la corrente. Sa sempre dove farsi trovare, detta i tempi, prova a mettere ordine. Luca ha però un problema. Si dimentica totalmente di rientrare. Necessita di un mediano al suo fianco che faccia da scudo. Annuncio: “AAA cercasi interditore ogni partita disperatamente”.
Kumi: 6,5
Sembra uno di quei vecchi volponi che al tavolo di gioco partono piano, facendo finta di non sapere neanche le regole, e poi ti fregano quando conta. Inizio da film horror, ma minuto dopo minuto cresce, prende campo e diventa una vera spina nel fianco per la difesa avversaria, senza dimenticare di dare una mano preziosa a centrocampo. Qualche ingenuità da limare c’è ancora, ma la sensazione che sia entrato a pieno titolo nella rotazione dei titolari è chiara.
Insigne: 6
Il problema, a volte, sono le aspettative. Da te ci si aspetta sempre la giocata che cambia la partita, il colpo che accende la luce. La qualità ce l’hai, e si vede, ma resta ancora tutto a metà strada: lampi isolati senza vera continuità. Io continuo a credere che tu possa diventare decisivo. I’m waiting for
Biasci: 7 (MVP)
Tommaso è calcio allo stato puro. Lo vedi da come la tocca, da come calcia, da come decide di tirare invece di passarla. Quella traversa trema ancora. Tellurico.
Lescano: 6,5
Hai visto? Alla fine ti devi sempre affidare agli autoctoni. Mamma Schiavona non tradisce mai. Due palloni toccati, un gol e un assist. So che stai già appendendo santini sul pullman e nello spogliatoio. E sono anche sicuro che quel cero resterà acceso per tutto il campionato. Devoto.
I subentrati dell’Avellino
Besaggio: 6,5
Entra in un momento delicatissimo e ha il merito di mettere ordine nel centrocampo biancoverde, quando serviva fiato e piedi buoni. Qualche imprecisione qua e là, ma nulla che rovini una prova nel complesso solida e rassicurante.
Russo: 6
Oggi niente magie, niente giocate da spellare le mani. Il coniglio dal cilindro l’hai lasciato a casa. Non incidi come al solito, ma sai che ti dico, meglio così. Se lo facessi ogni domenica, rischieresti di diventare noioso. E invece noi vogliamo restare lì, ad aspettare il colpo che ci fa urlare: “Vai Rafèèèèè”.
Crespi: 6
Ventun anni e la faccia tosta di chi non sente il peso della partita. Sa di strada, Valerio. Ha quella rabbia agonistica che ti entra sotto pelle e non ti fa mai tirare indietro la gamba. Gioca con coraggio, senza paura e con la fame di chi vuole sempre lasciare il segno. Anche quando non lo fa.
Palumbo: 6,5
Pochi minuti in campo, ma sfruttati con intelligenza tattica e spirito di abnegazione. Entra, capisce subito la partita e contribuisce a portare a casa il risultato senza fare rumore, ma con grande efficacia.
Simic: 7
Appena entra, la difesa smette di sembrare un after di Capodanno. Porta ordine, compattezza, e pure qualche parolaccia ben piazzata. Leader naturale.
(Foto: DepositPhotos)
