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ANCHE MENO – Le pagelle dell’Avellino

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Biancolino Avellino
Tempo di lettura: 3 minuti

Juve Stabia – Avellino: 2-0

In Serie B gli errori si pagano, e si pagano fino all’ultimo centesimo. Non ti basta sventolare l’arma del blasone, né tantomeno puoi puntare sulle qualità extra di quel giocatore con uno zero in busta paga in più dei compagni. In serie B ogni passo falso si traduce in una moneta lasciata sul campo.

E la paghi anche se in conferenza stampa ti lasci scappare certe parole che andrebbero pesate al grammo. Perché se le pronunci a vuoto, soprattutto prima di partite complicate, finiscono per galvanizzare l’ambiente avversario (specie quando tu devi fare a meno del calore dei tuoi tifosi).

A Castellammare si è perso. si è perso senza mai essere davvero in partita. Si è perso per l’errore tecnico, quello tattico, quello mentale. Il finale è amaro, tragico nella sua semplicità. Due goal presi, un’espulsione e gli sfottò di una tifoseria che non aspettava altro.

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Eppure, nulla è più formativo di una sconfitta. È qui che si cresce, che si analizzano gli errori, che si correggono i movimenti e si rialza la testa. Perché solo chi cade sa davvero quanto pesa rialzarsi. La prossima saremo al Partenio. Prendo in prestito le parole di qualcuno più famoso di me (e di Biancolino)

“In Italia, quando giocavo con il Napoli, il derby era con l’Avellino. Giocai contro El Pelado Ramón Díaz, che mi tirava il sale addosso per portarmi sfortuna. Vi assicuro che non era facile affrontare certe partite in trasferta. Il Napoli era molto seguito, ma trovarti davanti più di 30.000 tifosi biancoverdi non era mai una passeggiata.”

D.A.M.

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Le pagelle dell’Avellino

Iannarilli: 5

Terza partita steccata. Terzo errore che ci costa un gol. Anthony, chiariamoci, non ti sto dando nessuna colpa, ma ti vedo inusualmente nervoso. Il riflesso non è più lo stesso, la sicurezza neanche. Serve una scossa.

Cancellotti: 6

Ai difensori non si chiede la poesia, si chiede il mestiere. Bloccare l’avversario, in ogni modo, lecito o meno. E lui lo fa, con dedizione e ruvidità.

Simic: 7 — Mvp

L’ultimo dei Mohicani. Solo, fiero, a mantenere accesa la fiaccola nella notte più buia. Faro nel buio, guerriero silenzioso.

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Fontanarosa: 4

Ve lo ricordate Murdock dell’A-Team? Il folle del gruppo, irresistibile e pericoloso insieme. Quando la sua follia resta genio, brilla. Ma quando si rovescia nel caos, è disastro. Ecco, stasera è andata così: la faccia scura della luna nera. Da TSO calcistico.

Missori: 5

Ci sono serate in cui non entri mai davvero in partita. Non brilli, non sorprendi, non spingi. Prestazione piatta, grigia, come un lunedì piovoso.

Cagnano: 5

Il cuore non manca, la testa sì. Foga che diventa confusione.

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Palmiero: 5

Il motore è spento, la benzina finita. Senza il suo ritmo, la squadra si ferma. E’ la dura legge del play di centrocampo. In affanno, senza giri, è come un orologio rotto in bella vista nel salotto buono.

Kumi: 5,5

Motore diesel, parte tardi e si accende quando è già troppo tardi. Inizia spaesato, poi cresce e ci prova, lottando come può. Ma le bombe che spara sono a salve.

Sounas: 5

Generoso, instancabile, ma poco lucido. Rincorre palloni e fantasmi. Tutti aspettavano la sua giocata, ma la gamba non ha risposto.

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Russo: 5

Raffaè, per te devo scomodare la fantasmagorica penna del compianto Stefano Benni:

Diva Dispalla, tu che governi le sponde e gli spigoli, tu che con sghemba e beffarda mano fai impazzire le traiettorie e sbilenchi le parabole, tu che fai dei piedi un micidiale impaccio, che annebbi la vista ai portieri e appanni i riflessi ai difensori, che annodi le gambe all’ala in fuga e restringi la rete davanti al centravanti, tu che hai come inno boati di dileggio e urla di delusione, tu che spalmi il pallone di veleni e lo rendi complice dei più sesquipedali svarioni e dei lisci più vergognosi, tu che puoi trasformare il pallone più docile in un indomabile folletto tu, o Dispalla, aiutami a cantare le gesta dell’incontro che seguirà, poiché della pallastrada sei Musa ispiratrice, e al tuo volere ogni polpaccio si inchina, anche quelli del calcio maggiore, che si finge adoratore di Eupalla, ma sa che da un momento all’altro il tuo potere può sconvolgere la squadra più blasonata, il campione più collaudato”.

Biasci: 4,5

Il giocatore vero tiene la testa alta anche quando gioca male. E la tiene alta pure davanti alle insufficienze. Oggi male, ma con dignità.

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I subentrati dell’Avellino

Insigne: 4

Per giocare certe partite ci vuole testa, prima ancora che talento. Il rosso finale è il simbolo di una gara confusa, nervosa, senza lucidità. Ad Avellino le sentenze arrivano rapide, ma io aspetto ancora l’inserimento di chi è stato preso per fare la differenza. Le rivincite arriveranno, ma oggi è notte fonda.

Crespi: 6

Questo ragazzo ha il passo perfetto per una partita in contropiede. Attacca lo spazio, sente la profondità. Sarebbe dovuto partire titolare. Forse. Con i se e con i ma non si fa la storia. Sacrosanto. Ma pensandoci, non riesco ad addormentarmi.

Besaggio: 5

Entra per dare freschezza, porta invece confusione. Palloni persi e poca incisività.

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Milani: 5

Sarà il jet lag o la serata storta, ma entra spaesato ed esce ancora più confuso. Dicono si sia perso tra i vicoli di Castellammare.

Lescano: N.P.

Venti minuti in campo, zero tracce. Scarpini puliti, presenza evanescente. Non pervenuto.

(Foto: Depositphotos)

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