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Uefa pronta a sospendere Israele dalle competizioni: decisione attesa la prossima settimana

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Ceferin UEFA
Tempo di lettura: 2 minuti

La Uefa è vicina a una decisione storica: la prossima settimana potrebbe arrivare la sospensione di Israele dalle competizioni calcistiche europee. La maggioranza del comitato esecutivo sarebbe infatti favorevole alla squalifica, in seguito alle pressioni internazionali e alle accuse mosse da una Commissione d’inchiesta dell’Onu, che ha parlato apertamente di “genocidio” a Gaza.

Pressioni Onu e paragoni con la Russia

Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha chiesto a Fifa e Uefa di intervenire, sottolineando come lo sport non possa rimanere indifferente di fronte a gravi violazioni dei diritti umani. La possibile sospensione di Israele viene paragonata a quella della Russia, esclusa dalle competizioni nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.

La Uefa, di cui Israele è membro dal 1994, ha discusso a lungo questa settimana delle azioni militari a Gaza e delle conseguenze sportive che potrebbero derivarne.

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Le posizioni di club e federazioni

Diversi club europei avevano già chiesto di non affrontare avversari israeliani nelle competizioni internazionali. L’Aston Villa, che il 6 novembre ospiterà il Maccabi Tel Aviv in Europa League, è già stata coinvolta in proteste legate a questo tema.

Anche la Norvegia ha preso una posizione netta: la federazione aveva annunciato che avrebbe devoluto gli incassi della sfida di qualificazione ai Mondiali contro Israele agli aiuti umanitari per Gaza. Ma l’incontro dell’11 ottobre a Oslo rischia seriamente di non disputarsi.

Trump contrario alla sospensione

La questione non riguarda solo la Uefa. Una possibile esclusione di Israele metterebbe pressione anche sulla Fifa, ma il presidente Gianni Infantino è in una posizione delicata per i rapporti con Donald Trump.

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Il presidente degli Stati Uniti e la Casa Bianca sarebbero fortemente contrari a un’eventuale squalifica che impatti sul Mondiale 2026, ospitato proprio negli USA insieme a Messico e Canada. Il Dipartimento di Stato ha dichiarato che lavorerà “senza sosta” per evitare che Israele venga escluso dal torneo.

Il ruolo delle Nazioni Unite

In un comunicato, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha ribadito che la sospensione deve riguardare lo Stato di Israele e non i singoli giocatori. Che gli atleti non devono pagare per decisioni politiche del loro governo e che tutte le squadre nazionali di Paesi responsabili di violazioni dei diritti umani devono essere escluse, come già avvenuto in passato.

Una decisione che può cambiare la geopolitica del calcio

Se la Uefa confermerà la sospensione, Israele non potrà prendere parte alle qualificazioni per i Mondiali 2026 e resterà esclusa dalle coppe europee. Una mossa che aprirebbe scenari inediti nel calcio internazionale, con conseguenze non solo sportive, ma anche politiche.

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(Foto: DepositPhotos)

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