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Napoli, mai parlare prima – Il breve regno di Re Carlo

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Ancelotti Real Madrid
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La saga dell’eterno conflitto tra il presidente del Napoli e i suoi tifosi continua. La crescita della squadra è esponenziale in campo nazionale ed internazionale. I grandi nomi sono attratti dal Napoli, soprattutto dopo lo splendido percorso fatto fino ad ora a discapito di critiche esasperate verso la società che fino all’avvento di Maurizio Sarri non ha sbagliato un colpo, portando la squadra a sfiorare l’impresa il tanto atteso Scudetto, sfiorato con ben 91 punti.

L’addio a Sarri

Il day after della straordinaria ma allo stesso tempo deludente cavalcata del Napoli dello zio Sarri lascia l’amaro in bocca a tutto l’ambiente. La stagione 2017/2018 vede il suo epilogo con una vera e propria bomba di mercato.

Le versioni sono contrastanti, Maurizio Sarri, nonostante i molteplici tentativi del presidente azzurro di prolungare il sodalizio azzurro, non scioglie in tempo le sue riserve su una possibile permanenza al Napoli forte di un contratto che portava come scadenza il 30 maggio di quell’anno.

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L’allenatore toscano affermerà in seguito di aver appreso del suo esonero in televisione mentre era a cena con Pompilio, stretto collaboratore di Giuntoli, vedendo l’ingresso di Carlo Ancelotti nella sede Filmauro per firmare il contratto.

Dichiarazioni vere, che per qualcuno possono essere credibili mentre per qualcun altro no, visto e considerato che il buon vecchio “zio Maurizio” non aveva mai nascosto l’ambizione di potersi “arricchire” ulteriormente con il successivo contratto che lo conduceva in modo spedito al Chelsea.

Non potremo mai avere contezza della parole del tecnico toscano visto che De Laurentis non ha mai confermato ne smentito queste parole, ma una squadra come il Napoli non poteva rimanere immobile ad aspettare una decisione di un allenatore che molto probabilmente in cuor suo aveva già deciso il suo futuro.

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Arriva Re Carlo

La bomba di mercato era proprio questa: Carlo Ancelotti dopo nove anni dove ha girato il mondo e vinto in lungo e largo in Europa torna in Italia e sceglie il Napoli. La rosa è forte ed è un gruppo squadra ben assortito, non ci sono grosse richieste di mercato arriva Simone Verdi a rinfoltire un attacco che punterà su Arkadiusz Milik ritrovato dopo gli infortuni e sulle inarrestabili progressione dei tre velocissimi e tecnici Callejon,Insigne e Mertens.

In porta Giuntoli affianca all’esperto David Ospina, il talento emergente del calcio italiano Alex Meret per la cifra di venticinque milioni di euro. Il progetto tecnico dell’allenatore di Reggiolo prevede: baricentro alto con pressing asfissiante a partire dalla difesa, recupero immediato del possesso e palla in avanti per i due attaccanti ovvero il centravanti con una seconda punta a supporto, il ruolo che avrebbe ricoperto Insigne (malvolentieri) a supporto della punta polacca.

La squadra gira bene anche grazie all’acquisto del forte centrocampista spagnolo Fabian Ruiz dal Betis Siviglia, non demerita in Europa dove perderà ai sedicesimi di finale contro il fortissimo Arsenal e si piazza secondo in campionato dietro la fortissima Juventus di Cristiano Ronaldo.

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Il primo anno di re Carlo coincide con gli addii della bandiera Marek Hamsik che volerà in Cina a Gennaio e di Raoul Albiol che a fine stagione tornerà nella sua amata spagna.

Il secondo anno sembra essere quello buono. Il Napoli puntella la rosa con l’arrivo di Fernando Llorente e  acquista dalla Roma il forte centrale greco Kostas Manolas, in cambio di Amadou Diawara, ma il sogno di Ancelotti è James Rodriguez suo pupillo al Real Madrid. La trattativa c’è ma non si cede al ricatto del Real Madrid che non vuole cederlo in prestito, e quindi si vira sul velocissimo esterno messicano Hriving Lozano per la cifra di 42 milioni di euro.

Gli elementi per mettere la toppa tricolore sul petto si intravedono, ma durante la stagione le difficoltà saranno insormontabili. La squadra dopo una serie di pessime prestazioni in campionato non accetta il ritiro imposto dalla società. I calciatori si schierano contro la società e vorrebbero anche l’allenatore si schierasse con loro ma questo non accade, e nella nefasta notte post Salisburgo si arriva addirittura alle mani con Allan, Insigne e Edo De Laurentis protagonisti.

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Nel marasma generale serve un segnale forte.

Aurelio De Laurentis per salvare la stagione, si accerta del passaggio del turno in Champions League e a dicembre dopo la vittoria contro il Genk esonera il mostro sacro Ancelotti. Decisione sofferta ma giusta.

Ringhio “star”…cadente

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A sorpresa la panchina azzurra viene affidata a Gennaro Gattuso, nome che non riscalda la piazza ma di forte impatto. Uomo del sud, sanguigno guerriero che coglie Napoli come occasione della vita e non come un semplice traghettatore. Una carriera divisa tra esperienze in campionati minori all’estero ed in Serie B, oltre ad una stagione e mezzo al Milan dove ha messo in bacheca una Supercoppa Europea.

Nel mercato di gennaio “Ringhio star”, così soprannominato dal presidente azzurro durante la sua presentazione, richiede rinforzi: arrivano Lobotka, Demme e Politano.

Chiede al presidente di rinunciare al colpo Ibrahimovic e rivitalizza il Napoli, in Coppa Italia sfruttando la topica dal dischetto di Ciro Immobile, rispolvera Lorenzo Insigne mettendolo nel proprio ruolo rivestendo la squadra con il 4-3-3. La squadra ricomincia a girare, ma il Covid falsa il campionato.

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La lanciatissima Lazio di Simone Inzaghi, risente del blocco del campionato e cede lo Scudetto alla Juventus di Maurizio Sarri che impatta anche in finale di  Coppa Italia proprio contro il Napoli ai rigori.

La stagione successiva vanno via Milik a Marsiglia e Callejon che ricomincerà da Firenze. Entrano Amir Rrahmani dal Verona, Timouè Bakayoko in uscita dal Milan, Andrea Petagna dalla Spal e soprattutto Victor Osimhen l’acquisto più costoso e controverso della recente storia partenopea, 75 milioni di euro al Lille.

Il massiccio investimento porta il Napoli tra le pretendenti allo Scudetto ma le cose non andranno così. La mancanza di esperienza per competere a questi livelli e una serie infinita di infortuni costringe il Napoli alla rincorsa per un posto in Champions League.

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I risultati altalenanti in campionato, la pessima Europa League, l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’ Atalanta in semifinale, i problemi oculistici importanti di Gattuso, il mancato utilizzo di giocatori importanti come Lobotka e Rrahmani senza un apparente motivo valido, suggeriscono al presidente di cercare altre vie per la panchina.

A fine stagione il Napoli non centrerà l’obbiettivo della qualificazione in Champions League nel nefasto pareggio casalingo contro il Verona, dove la rabbia (giustificata) dei tifosi si scatena sulla squadra e sul tecnico calabrese, e il presidente azzurro – il giorno dopo- si libererà di Gattuso per puntare più in alto, tutte le strade portano a “La tenuta Expirience”, di Luciano Spalletti…

…Ma questa è un altra storia

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(Foto DepositPhotos)

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