Calciomercato
Allegri: l’abile stratega comunicatore che si avvicina al ritorno
Finalmente è tornato. O, per meglio dire, sta tornando, in attesa di un nuovo progetto che lo coinvolga a pieno titolo. Sì, perché il tempo di starsene in disparte è ormai quasi giunto al termine. D’altronde, due anni senza attività per uno che ha vinto 6 degli ultimi 10 scudetti in Italia è diventato un surplus di troppo. Per se stesso, ed anche forse per il calcio italiano.
Parliamo ovviamente di Massimiliano Allegri, che negli anni ha diviso e continua ancora a dividere. Ed è bastata una comparsa televisiva per creare rumore, per far raccogliere i nostalgici attorno alla sua ombra e per riprendere una disputa eterna, che si è acuita nelle ultime stagioni a tinte bianconere.
Meglio il bel gioco o l’essere pragmatici? In quest’ultimo aspetto il livornese è senza dubbio il maestro. Ed è forse stato capace di coniugare entrambi i poli, che mai quanto nel caso della Juventus dei record sono stati così opposti e conseguentemente attraenti tra loro. Perché quando le vittorie si coniugano parallelamente con i risultati, il gioco si fa ugualmente bello. Forse meno spettacolare, ma vincente. L’unico aspetto che nel calcio conta, al di là di ogni legittimo desiderio di estetica calcistica.
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ‘MAX ALLEGRI’
L’allusione storico-letteraria ad una delle opere più celebri di Oscar Wilde non è proprio un caso. Non per quelli che rappresentano i contenuti dello scritto in sé, ma per calcare la tendenza aforistica che ancora una volta Max Allegri ha sfoggiato davanti alle telecamere (“Corto muso” docet).
Senza divagare troppo in eccessivi confronti sensazionalistici, Max Allegri si è dimostrato ancora una volta un più che abile comunicatore. E sotto questo punto di vista, la tempistica – voluta o fortunosa che sia – della sua ospitata al salotto del Club di Fabio Caressa è assolutamente più che azzeccata.
Quale momento migliore di riapparire in tv dopo mesi e mesi di silenzio, se non nel periodo di maggiore difficoltà della Juventus da 10 anni a questa parte? La separazione con la Vecchia Signora, così come confermato ieri dallo stesso diretto interessato, è avvenuta in modalità del tutto pacifiche, e senza particolari contrasti tra le parti. L’esonero non fu dunque che la volontà di assecondare un nuovo corso che, sulla carta, avrebbe dovuto portare ad una restaurazione ideale e concettuale del progetto.
Non girandoci esageratamente attorno alla questione, è chiaro che gli attuali risultati sono figli di quella scelta, i quali benefici potrebbero sì spuntare nel medio-lungo termine, ma penalizzando frattanto il presente e forse il futuro più immediato. Malus che alla Juventus non ci si può concedere, appunto perché si parla del club più vincente della nostra Serie A.
In particolare, Allegri si è lasciato andare ad alcune considerazioni che ad oggi suonano come una bacchettata sulle mani nei confronti del suo collega-novellino Andrea Pirlo.
La prima su Bentancur. “Non può giocare davanti alla difesa. Può farlo in occasioni di emergenza, ma non ha tempi per giocare in quel ruolo”. Frase che, associata alla questione affrontata sulla costruzione dal basso, sa tanto di riferimento al retropassaggio killer dell’uruguaiano in occasione del match di andata contro il Porto. O, per restare più sulla più stretta attualità, al retropassaggio di Arthur che è costato i tre punti contro il Benevento. Insomma, non ci sarebbe molto da meravigliarsi se questo possa rivelarsi una frecciata velata alle parti della Continassa, dove anche lì è stato criticato, malgrado quanto vinto nei suoi anni alla Juventus. Dove ad un certo punto l’importanza di chiamarsi Max Allegri ha, forse ingiustamente, rappresentato un fardello pesante da sostenere per l’ambiente.
SI AVVICINA IL RITORNO
Non soltanto Juventus, ma anche quello che sarà il suo futuro. Nonostante lui abbia fatto spallucce quando gli è stato chiesto espressamente di Roma e Napoli, dalle sue dichiarazioni si può evincere ciò che probabilmente sarà il suo futuro.
“Il fascino dell’Inghilterra e la Spagna ci sono, ma sarei contento anche di rimanere in Italia. Con la Champions? Non per forza”. Parole che aprono molteplici scenari, soprattutto in Serie A. E quel “non per forza” al requisito Champions conferma in qualche modo i rumors di questi mesi.
Voci di mercato che hanno visto come protagonista la Roma, che probabilmente dirà addio a Fonseca a fine stagione e non è un mistero che quello di Allegri sia un nome molto gradito dai Friedkin. Così come non c’è da meravigliarsi che come possibile outsider potrebbe esserci anche il Napoli di Aurelio De Laurentiis, altro estimatore del tecnico ma che ad oggi ha altri nomi in primo piano.
Molti addirittura ipotizzano un clamoroso ritorno alla Juventus, che sconfesserebbe – e per tale ragione si ritiene l’ipotesi molto complicata – il nuovo corso che la dirigenza ha deciso di intraprendere.
In ogni caso, lo scenario intorno a lui è ancora nebuloso. Si attende ovviamente che la situazione sia chiara per tutti prima di poter prendere la decisione che riporterà il tecnico nuovamente in panchina. Difficilmente si andrà lontano dall’Italia, sembrerebbe dedursi dalle poche dichiarazioni che si è lasciato sfuggire Allegri, che metterà al primo posto la sua volontà di ritornare a divertirsi, oltre che ovviamente sposare un progetto solido e con valide materie prime. Perché, prendendo proprio spunto dalle parole di ieri sera, “i giocatori sono diventati uno strumento per dimostrare che gli allenatori sono bravi”. Le carte sono ormai scoperte; le pretendenti, di conseguenza, sono avvisate.
(foto: twitter Juventus)
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