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Angolo del tifoso

ANGOLO JUVENTUS – Fuori controllo

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Vlahovic Juventus
Tempo di lettura: 4 minuti

La Juventus esordisce nella Champion’s League 2025-2026 con un pareggio casalingo per 4 a 4 contro il Borussia Dortmund più simile ad un giro sull’ottovolante che ad una partita di calcio. Adesso, chi scrive è consapevole che, nella concezione di alcuni teorici del calcio, lo 0 a 0 viene considerato il risultato perfetto.

E lo sarebbe in quanto indice di un match condotto in maniera impeccabile da entrambe le squadre, nessuna delle quali ha commesso errori tali da consentire all’avversario di andare a rete. Bene, ogni opinione è legittima ma, mettendoci nei panni del tifoso che vive l’incontro in maniera emozionale (o, se preferite, viscerale) è altrettanto lecito ringraziare il cielo che ci siano questi famigerati “errori”. E, ritornando alla partita di ieri sera, anche che ce siano in quantità industriale. Perché il calcio non si nutre di logica asettica, vive di umori primordiali e sensazioni forti. E a chi ama questo sport piace che si vada totalmente fuori controllo.

Il pieno di emozioni

Non che le emozioni, ultimamente siano mancate da queste parti. Anzi, lo spettacolare 4 a 3 colto in pieno recupero in campionato contro l’Inter è ancora negli occhi della tifoseria bianconera. Ma nessuno si aspettava, a distanza di pochi giorni, di ritrovarsi a pensare “ora può succedere qualsiasi cosa”. Né il primo tempo della sfida contro i tedeschi lasciava credere che stesse per accadere qualcosa di fuori dell’ordinario.

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I padroni di casa avevano iniziato il match con grinta ed intensità, specialmente il debuttante attaccante belga Luis Openda si era distinto per carattere ed iniziativa. Ma si era andati all’intervallo con le due reti ancora inviolate e niente lasciava presupporre che la partita avrebbe cambiato di colpo toni ed atmosfere. E, invece, a distanza di dieci minuti dalla ripresa, tutto è cambiato. E si è andati in crescendo, anzi totalmente fuori controllo.

Sul filo dei ricordi

I teutonici trovano subito la rete del vantaggio, per la Juventus la partita si complica di brutto. Niente panico, comunque, in campo c’è un ragazzo che porta sulle spalle il numero 10. E, se hai indosso la maglia bianconera, quel numero è un pezzo di storia e non te l’hanno assegnato per caso. Kenan Yildiz, vent’anni all’anagrafe e due diamanti incastonati nei piedi, conosce a memoria i numeri dei suoi predecessori in bianconero.

Ed è perfettamente in grado di riprodurli, il suo talento è una garanzia in questo senso. Controllo di palla appena fuori dall’area avversaria, sfera piazzata sul piede preferito ed ecco una parabola arcuata che la indirizza nell’angolo opposto, quello più lontano, dove il portiere non può arrivare neanche con lo sguardo, figuriamoci con le mani. I tifosi più grandicelli, quelli che possono ricordarsi di un certo Alex Del Piero, si lasciano prendere dal filo dei ricordi. Ma, come per tutti gli altri, quella prodezza li ha anche mandati totalmente fuori controllo.

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Botta e risposta

E’ appena l’inizio, i tedeschi non ci mettono nulla a prendere nuovamente l’iniziativa ed andare di nuovo a segno. Bianconeri ancora sotto e, per loro, tutto da rifare. Per fortuna la squadra ha una reazione di carattere. Sguardo in avanti e nessun dubbio su chi debba guidare la riscossa. Il fantasista turco è in serata di grazia, si muove sul terreno di gioco con la disinvoltura di un ballerino in pista, e ha una spalla d’eccezione su cui contare. Dusan Vlahovic ha fiutato l’aria di battaglia, il miglior propellente possibile per la sua voglia di essere protagonista.

Il pareggio non può che essere opera loro: assist di Yildiz e diagonale secco del centravanti serbo per bucare la rete avversaria e rimettere le cose a posto. Un botta e risposta entusiasmante nel giro di pochi minuti e la netta impressione che questa non sia una partita come tutte le altre. Qui c’è da andare totalmente fuori controllo.

Aria di disfatta

Il problema è che la seconda rete dei bianconeri non ha smorzato per niente i propositi bellici dei rivali. Il Borussia è venuto a Torino per fare bottino pieno e non si accontenta del pari. I tedeschi attaccano all’arma bianca e ottengono non solo la terza marcatura ma, su un assalto successivo, anche un calcio di rigore.

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E, una volta che hanno messo a segno anche il penalty, allo Stadium il clima si fa pesante. C’è aria di disfatta, accentuata dal fatto che, sull’ennesima iniziativa di Yildiz, il pallone si stampa sul palo dopo una fortunosa deviazione del portiere tedesco. E’ destino, dunque, che questa incredibile partita, si debba concludere con una sconfitta? Certo, il passivo di due reti a una decina di minuti dalla fine è difficilissimo da colmare. Ma c’è da tenere presente che questa è un incontro completamente estraneo ai soliti schemi. E’ una partita totalmente fuori controllo.

Indomito ed indomabile

Chi proprio non ci sta a perderla è, soprattutto, Vlahovic. Il ragazzo di Belgrado, da quando è entrato, è stato il cuore pulsante del gruppo. Adesso, dopo che uno stremato Yildiz è stato sostituito, si sdoppia facendone le veci. Prima si incunea di rapina tra due difensori avversari e capitalizza al massimo un traversone di Kalulu, firmando la personale doppietta e riducendo le distanze.

Poi, quando è già scoccato il settimo minuto di recupero, si propone come rifinitore e offre al capoccione di Lloyd Kelly, difensore di ruolo e centravanti d’emergenza nell’occasione, la palla dell’incredibile 4 a 4 finale. Indomito ed indomabile, lui come i compagni che ha trascinato all’impresa. Che i Soloni del risultato perfetto filosofeggino pure, questo è quello che amiamo vedere. Una partita pazza, aperta a qualsiasi risultato. Totalmente fuori controllo.

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(Foto: DepositPhotos)

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