Angolo del tifoso
ANGOLO JUVENTUS – La forza del gruppo
La Juventus rifila tre reti a casa sua all’impalpabile Sassuolo del doppio ex (tra campo e panchina delle giovanili) Fabio Grosso e resta attaccata alla zona Champion’s League. Una vittoria, comunque, molto meno netta di quanto possa sembrare per i ragazzi di Luciano Spalletti, favoriti prima da una goffa autorete degli avversari e poi lesti a piazzare un micidiale uno due per chiudere la partita. Non che questo voglia dire che i bianconeri abbiano giocato male, anzi. Dopo la buona prova (dimezzata dal risultato finale) del turno precedente hanno fatto vedere nuovamente cose pregevoli. Più fluidità di manovra, movimenti convincenti anche senza palla, generale aggressività nel pressing e frequenti occasioni di concretizzare. L’indefinita accozzaglia di giocatori di qualche mese fa è stata sostituita da un insieme di atleti che ora hanno la consapevolezza di essere una squadra e di riuscire a comportarsi da tale. La forza del gruppo.
Fisionomia ben definita
Era palese che la priorità del buon Luciano da Certaldo fosse quella di scegliere gli uomini a cui affidare il proprio destino. Faccenda complicata quando si eredita la gestione di una squadra allo sbando, con uno spogliatoio dove il morale è sotto i tacchetti. Adesso, dopo un inevitabile periodo di messa a punto, la “macchina” bianconera può far cantare il motore a pieno regime o quasi. Ridisegnata la difesa a quattro con Bremer a dirigere le operazioni, puntellato il centrocampo con il fondamentale aiuto dei rivitalizzati esterni McKennie e Cambiaso, restava solo da configurare l’attacco, dove le invenzioni di Yildiz e soci erano penalizzate dalla mancanza di cinismo sottoporta di un bomber vero. Per fortuna, in molti casi, a togliere le castagne dal fuoco aveva provveduto chi non è un goleador per mestiere, come il già citato jolly texano. Uno di quelli che, per il bene della squadra, si improvvisa anche cecchino d’area di rigore. La forza del gruppo.
Un pizzico di fortuna
E se poi capita di avere un pizzico di fortuna non è da disprezzare. La partita di ieri non era semplice da sbloccare, con un avversario che, almeno nella propria metà campo, si dimostrava attento e reattivo su ogni pallone. Per buona sorte dei bianconeri una incursione di Kalulu (sempre più a suo agio nel ruolo di esterno basso) si concludeva con un tiro cross che, incocciando la testa del difensore bosniaco dei neroverdi Muharemović, finiva in rete spiazzando il portiere. Juventus in vantaggio e libera di gestire a piacimento una gara improvvisamente in discesa. I bianconeri poi legittimavano la supremazia nel punteggio con una prevalenza territoriale che si traduceva in numerose occasioni da gol create nel corso del solo primo tempo. Una prestazione collettiva di carattere e qualità. La forza del gruppo.
Voglia di riscatto
Ma in campo c’è un giocatore che ha un motivo in più per far bene. Jonathan David, canadese di Ottawa e bomber di mestiere, ha passato giorni complicati. L’errore dal dischetto della gara precedente è costato due punti ai suoi e un mare di critiche a lui. Tutta pioggia che cade sul bagnato, dal momento che gli sono state appioppate già varie etichette, non ultima quella di essere poco integrato non solo negli schemi tattici della squadra ma anche nelle dinamiche relazionali con i compagni. Muore dalla voglia di dimostrare a tutti che si sbagliano di grosso sul suo conto e in campo si vede. Svaria su tutto il fronte offensivo, si fa trovare sempre pronto per gli scambi in velocità e cerca di imporre la sua presenza in area di rigore. Infine si inventa anche uomo assist e trova un ottimo corridoio in verticale per lanciare il trequartista Miretti a segnare la rete del raddoppio. Scambio di ruoli e competenze, in perfetto accordo. La forza del gruppo.
Chiusura di partita
E il suo personale show non è ancora finito. Pochi minuti dopo la sua brama di rivincita lo porta ad inseguire, caparbiamente, un pallone giocato con superficialità dalla difesa avversaria. Punta il difensore, lo aggira, arpiona la sfera e poi si invola verso l’area, salta il portiere e deposita il pallone in rete evitando il recupero dei terzini. Tre a zero, partita chiusa e abbraccio meritatissimo di tutta la squadra, allenatore compreso, per lui. Una bella soddisfazione per uno a cui era stata rimproverata persino la presunta poca disinvoltura a tavola, con maldestri abbinamenti di pietanze e roba simile. Una immagine simile lo riabilita e legittima la forza del gruppo.
(Foto: DepositPhotos)
