Avellino
ANCHE MENO: Le pagelle di Avellino – Carrarese 1–2
Avellino – Carrarese: 1–2
Due partite buone di fila non riusciamo a farle. L’ho sentito ripetere per tutti i novanta minuti. Questa è la nostra cifra, il nostro limite. Appena sembriamo affacciarci all’idea di essere una squadra solida, magari comodamente piazzata nel mezzo della classifica, scivoliamo come “lacrime nella pioggia”.
Al Partenio va in scena una partita brutta. Scialba, sterile, mai realmente viva. Una di quelle gare che ti lasciano addosso più domande che risposte, e soprattutto tanti dubbi. Una sola certezza, invece, resta granitica: comprare un attaccante vero, pronto, sano e di categoria non è più una speranza, è un obbligo. Davanti facciamo una fatica enorme.
E oggi, a dire il vero, anche dietro abbiamo ballato parecchio, tanti svarioni, tante incertezze, troppi rischi.
Eppure la partita inizia bene: gran gol di Biasci, stadio che si scalda, atmosfera da sabato pomeriggio sereno. Illusione che dura pochissimo. Il pareggio della Carrarese arriva come una doccia fredda e spegne l’entusiasmo sul nascere.
I toscani vincono meritatamente. Squadra più compatta, più incisiva, più cattiva, più convinta. Anche più fortunata. Ma la fortuna, è risaputo, aiuta sempre gli audaci.
Le pagelle dell’Avellino
Daffara: 5,5
Qualche buon intervento lo piazza, giusto per non finire direttamente sotto processo, ma non basta a salvare la serata. Sul secondo gol combina un mezzo pasticcio tra uscita in ritardo e tempi completamente sballati, dando la sensazione di non sapere bene cosa fare. Non è una bocciatura totale, ma quando sbagli così, il conto lo paga la squadra. E al Partenio, come sempre, non si fa sconto a nessuno. Neanche a noi stessi.
Simic: 5,5
Quando il leader della difesa non è in giornata, si porta dietro tutto il reparto. Mai come oggi la linea arretrata è apparsa sfilacciata, poco compatta, vulnerabile alle incursioni avversarie. Simic, stasera ti ho visto spesso in balia dei giovani attaccanti della Carrarese, frastornato da questi ragazzini che ti scappavano via da tutte le parti. Un inseguimento continuo, senza mai prenderne uno. Sembravi un attempato educatore dell’infanzia che cerca di giocare ad acchiapparello con un manipolo di scalmanati giovinetti. Nausea e un gran mal di testa.
Cancellotti: 5,5
La coerenza è la sua virtù principale. Quando la difesa gira, lui è uno dei pilastri; quando il palazzo crolla, è tra i primi a restarne sotto. Oggi segue il destino del reparto: soffre, sbaglia, annaspa.
Fontanarosa: 6
L’unico a lottare fino all’ultimo minuto. Primo tempo da brividi e imprecazioni assortite. Ormai ci siamo abituati alla tensione che provoca il nostro “cavallo pazzo”. Ma quando smetti di farci caso, diventa paradossalmente il personaggio a cui vuoi più bene nel thriller che stai guardando.
Palmiero: 5,5
Parte con ordine, prova a dare ritmo e geometrie, ma viene presto inghiottito dalla confusione generale. Poco filtro davanti alla difesa, poche idee in costruzione. Quando la partita si sporca, sparisce.
Palumbo: 6
Prova a dare qualità tra le linee, alternando cose buone ad altre meno convincenti. Non sempre lucido nelle scelte, ma almeno ha il merito di provarci. In una serata povera di iniziativa, non è poco.
Besaggio: 6
Compitino svolto senza infamia e senza lode. Corre, si sacrifica, si fa trovare. Non incide, ma nemmeno affonda. In mezzo al grigiore generale, resta sufficiente.
Missori: 6
Spinge quando può, difende come riesce. Non commette errori gravi e tiene la posizione con discreta applicazione. Non lascia il segno nel gioco, ma almeno limita i danni. Resta però l’enorme rimpianto per il gol divorato sull’1-0: un’occasione clamorosa che avrebbe potuto indirizzare la partita in tutt’altra direzione. In Serie B certe chance non sono “peccati”, sono condanne.
Sala: 6
Prestazione ordinata. Senza acuti, senza sbavature clamorose. Fa il suo in una partita complicata, senza mai uscire davvero dal guscio.
Biasci: 6,5 (MVP)
Chi l’avrebbe mai detto che Tommaso Biasci sarebbe diventato il bomber dell’Avellino. Lui stesso probabilmente no. In carriera i gol li ha sempre fatti, ma il centravanti vero non l’aveva mai recitato così bene. Stasera tira fuori dal cilindro un gran gol da numero 9 consumato, l’unico lampo in una serata offensivamente desolante. È l’unico che crea problemi, l’unico che tiene occupata la difesa, l’unico che sembra sapere dove sta la porta. E infatti viene sostituito. Perché sì. Biancolino vede cose che noi umani non possiamo comprendere. Amen.
Tutino: 5
Un tempo soltanto. Un tempo in cui tocca pochi palloni, prova qualche virtuosismo finito male e non tira mai in porta. Nessuno spunto, nessuna invenzione. Io, da grande, voglio fare “il posto fisso”.
I subentrati dell’Avellino
Russo: 5,5
Quel ruolo non ti piace, Raffaè. Lo so. Si vede. Entri già nervoso perché sai che dovrai battagliare spalle alla porta, prendere calci e rinunciare al tuo spazio vitale per inventare, correre e creare caos. La visione della fascia da lontano. Malinconia.
Patierno: 5,5
L’occasione. La chance. Una palla filtrante, un attimo. Quel bagliore che divide l’eroe da copertina dal nome mormorato nei bar a fine partita. Potevi essere portato in gloria per le strade di Avellino stasera. Invece si parla di una tua possibile cessione in Serie C. E nessuno si è contrariato. Anzi.
Favilli: 5,5
La condizione fisica sembra migliorata, la prestazione no.
Sounas: 6,5
Anche quando non trova il guizzo che fa esplodere il Partenio, Demetrio resta il giocatore più elegante e virtuoso della squadra. Tocchi puliti, intelligenza calcistica, presenza. Almeno lui nell’Universo.
D’Andrea: 5,5
Non giocava da più di sei mesi. Si vede.
(Foto: Depositphotos)
